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venerdì 10 giugno 2011

L’Italia dovrebbe puntare sullo shale gas

“Non è il nucleare a costare più di prima, è e sarà il gas a costare di meno. Merito, o colpa, dello shale gas – dice Orlandi – Basta vedere cosa è successo negli Usa, che hanno triplicato la produzione di shale gas e i prezzi sono andati giù fino a toccare i 4-5 dollari a piede cubo. Oltretutto i prezzi si stanno completamente sganciando dalla dinamica dei listini petroliferi”.

Secondo Orlandi “la produzione di gas non convenzionale è destinata a rivoluzionare il mercato anche in Italia, contribuendo alla riduzione dei prezzi dell’energia, senza la necessità di dover ricorrere al nucleare”. A giudizio di Orlandi, il gas la farà da padrone nei prossimi anni: “In meno di un lustro le riserve mondiali di gas sono passate da 70 a 250 anni. Oggi il gas è il combustibile più diffuso in natura, più disponibile e più compatibile con l’ambiente. Quanto ai richiami sulla diversificazione delle fonti, la nuova abbondanza di metano offrirà all’Europa quantità crescenti di Gnl. Basterà impiegare di più le capacità di importazione e realizzare nuovi rigassificatori. Operazione conveniente a maggior ragione per l’Italia, che ridurrà così la dipendenza dai pochi fornitori”.

Fonte: GasIntensive.com

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