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mercoledì 15 dicembre 2010

La cantina Centopassi si affida a un impianto fotovoltaico

Si chiamava Placido Rizzotto ed è stato un sindacalista rapito e ucciso dalla mafia, a Corleone, nel 1948. A lui, la cooperativa “Libera Terra” ha dedicato, già da qualche anno, due vini che vengono prodotti in vigne confiscate proprio a Cosa nostra. Ma cosa c’entra tutto questo con l’energia? C’entra, perché adesso il progetto si è sviluppato e, dieci anni dopo, le tecniche si sono evolute. L’azienda “Centopassi” (il nome ricorda Peppino Impastato, altra vittima della criminalità), nata da una costola di “Libera Terra”, si è dotata, insieme al consorzio “Sviluppo e Legalità”, di un impianto fotovoltaico che muove i macchinari della cantina. Il vino insomma si produce con l’aiuto essenziale delle energie alternative.

”Quando questa iniziativa è nata -ha detto Nando Dalla Chiesa, presidente onorario di Libera- sembrava un’esperienza di volontariato precario da assistere. Invece ha dimostrato leadership e forza aziendale”. E così, quattro pensiline di circa cinque metri per sei, normalmente utilizzate per proteggere il raccolto dalla pioggia, sono state rivestite di pannelli fotovoltaici. L’iniziativa -“Libero sole su Libera Terra”- nasce dall’idea di poter fornire nuove professionalità sulle terre liberate dalla mafia, contribuendo così ad alimentare un circolo virtuoso di economia pulita.

Notevole il risparmio per l’azienda “Centopassi” che ogni anno, sui suoi sessanta ettari, produce 350mila bottiglie. Ma non solo: quello messo in atto vuole essere un investimento consistente anche per l’ecosostenibilità dell’ambiente. Oltre a risparmiare sulla bolletta, il fotovoltaico consentirà, infatti, di evitare l’emissione di 15,2 tonnellate all’anno di anidride carbonica. Le ricadute economiche saranno visibili sin dalla prima bolletta che prevede l’abbattimento dei consumi di circa l’80%.

Fonte: by Energie Sensibili

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