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lunedì 23 novembre 2009

Intesa Usa-Cina spegne le speranze di un risultato “vero” a Copenhagen

L’incontro tra il presidente statunitense Barack Obama e quello cinese Hu Jintao ha sancito il mancato accordo sui tagli alle emissioni di CO2 tra i rappresentanti delle nazioni che hanno partecipato al vertice dell’APEC, (Organizzazione per la cooperazione economica dei paesi dell’Asia-Pacifico).

Molti autorevoli esperti avevano realisticamente previsto che gli interessi di Cina e Usa (le due maggiori potenze industriali del mondo e i due paesi più inquinatori), ma anche quelli di numerosi paesi asiatici, a partire dall’India, non hanno voglia, denaro e fantasia per impegnarsi in un gravoso e costoso programma di lotta all’emissione dei gas serra, almeno in termini di scadenze precise, livelli prestabiliti e sanzioni per chi non è in regola.

Nessuno negli ultimi tempi ha negato a parole la necessità di affrontare l’emergenza climatica, ma da Obama al presidente dell’Indonesia Susilo Bambang Yudhoyono, dal russo Medvedev, al brasiliano Lula, tutti hanno preso, o lo stanno facendo, dei provvedimenti in merito. Ma nessuno di loro vuole impegnarsi in modo vincolante, con un’autorità che controlli standard di riduzione dei gas serra, tempi di raggiungimento dei livelli determinati, in una comune condivisione di sforzi e di obiettivi.
E su questo si costruirà il fallimento della Conferenza di Copenhagen e si metterà a rischio il futuro della Terra, soprattutto perché è passato il principio che non esistano delle scadenze improcrastinabili.

A pochi giorni dalla conferenza di Copenaghen, i ministri Ue dell’Ambiente si dedicano a due giorni di consultazioni informali. Si trovano a discutere la nuova situazione che si é determinata a Singapore, con il sì del presidente americano, Barack Obama, alla proposta danese di un accordo in due tempi. I ministri della Ue così si trovano presi in contropiede e in evidente difficoltà nel preparare una trattativa, destinata fin d’ora al fallimento. L’assenza di target vincolanti per le emissioni è il problema maggiore.

 

Fonte: Rinnovabili.it
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