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giovedì 09 luglio 2009

La nuova mappa di Google che guida l’installazione di impianti solari, eolici e geotermici

Energie Pulite Google Earth - Il Blog di Sorgenia - Img da nova100.typepad.comNegli USA gruppi di ambientalisti hanno collaborato con Google per creare un progetto ed offrire un interessante servizio di mappatura attraverso Google Earth che mette in evidenza le aree protette e le aree dove potrebbe essere possibile produrre energia solare, eolica o geotermica senza danneggiare specie in via di estinzione.

Questa mappa è solo il primo segnale che intende mostrare una via da seguire per uno sviluppo delle energie rinnovabili, come la creazione di una Smart Grid, e la tutela del nostro paesaggio e della fauna dell’ovest”, spiega Frances Beinecke, presidente del Natural Resources Defense Council (NRDC). Gli investimenti sono partiti proprio dal colosso Google.org, il braccio filantropico del colosso mondiale.

Un tratto di deserto potrebbe apparire vuoto ad un non attento osservatore mentre potrebbe rivelarsi un terreno davvero promettente per chi crea impianti ad energie rinnovabili ricoprendone la superficie con centinaia di ettari di pannelli fotovoltaici o con specchi. Per gli ambientalisti, lo stesso sito infatti potrebbe rappresentare un habitat di vitale importanza per una lucertola o un uccello minacciato d’estinzione. La realizzazione dell’impianto ad energia rinnovabile così distruggerebbe un ecosistema troppo delicato.

Aree sensibili mostrano e consentono alle aziende molto velocemente di evitare di realizzare in quei luoghi i loro impianti, fotovoltaici, eolici o di trivellare la terra. “Questa tecnologia contribuirà molto evidentemente nel tentativo di creare mappe precise per capire dove la fauna selvatica potrebbe essere compromessa inevitabilmente e dove dobbiamo concentrare il nostro sforzo per sviluppare le nostre risorse energetiche sostenibili” continua il governatore del Wyoming Dave Freudenthal.

Argomenti come questo hanno già creato qualche battibecco fra ambientalisti e sviluppatori di impianti energetici. La senatrice Diane Feinstein per esempio, ha recentemente promosso una legislazione per annullare centinaia di migliaia di ettari nel deserto a sud-est della California che doveva rappresentare un importante centro di un progetto per la produzione di energia eolica e solare per aziende agricole. “Sono una forte sostenitrice delle energie rinnovabili e delle tecnologie pulite, ma è fondamentale che questi progetti vengano realizzati su terreni adatti”, ha spiegato la Feinstein, “Costruire enormi impianti solari su queste terre è insostenibile e inaccettabile.

Per contribuire a fermare questi ostacoli spesso burocratici, la mappa sviluppata con Google intende così illustrare i settori d’interesse con forti venti e quelli soleggiati per ottimizzare gli impianti fotovoltaici come il lavoro delle turbine eoliche. Le mappe realizzate da Google coprono attualmente 2,2 miliardi di chilometri quadrati e includono i dati relativi agli habitat di 170 specie naturali in via di estinzione.

Johanna Wald, avvocato presso il Natural Resources Defense Council spiega che lei e i suoi colleghi non intendono la mappatura come uno strumento di blocco per l’utilizzo delle rinnovabili. Ma il progetto di collaborazione con Google intende dimostrare che la conservazione della biodiversità e l’energia pulita possono coesistere. Inoltre la mappatura aiuterà al governo alla regolamentazione del nuovo piano delle linee elettriche intelligenti Smart Grid. In contrasto invece  Brian Rutledge direttore esecutivo dell’Audubon: “Le mappe rendere chiaro che non vi è molto spazio per l’energia verde”.

La mappa rimane comunque un work in progress. Finora, copre 13 nazioni degli USA occidentali e gli sviluppatori della mappa spiegano che è stata progettata anche rivelarsi utile all’edilizia sostenibile e comunque a chiunque sia interessato a questioni di utilizzazione del territorio. “Questo progetto di mappatura è davvero un grande esempio di informazione che dimostra la possibilità di creare davvero una visione olistica”, ha affermato David Bercovich, program manager per Google.org.

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Fonte: Genitrosviluppo
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